Sul degrado dei rapporti umani. La mia (breve) esperienza al Gruppo consiliare M5S Trentino

Passati quasi sei mesi dai fatti e dopo le dimissioni di Manuela Bottamedi dal M5S ritengo possa essere interessante ripercorrere la mia breve esperienza all’interno del Gruppo consiliare del M5S Trentino. Iniziata a fine novembre scorso e conclusasi con le dimissioni a fine febbraio. Non sono stato scelto per “fedeltà” o particolari accordi, ma semplicemente mi è stata data fiducia per il mio percorso di formazione e competenze raccolto nel tempo.

I più puristi diranno che un giornalista non deve mescolarsi con gli affari politici. D’altra parte però in un tale contesto si può non solo ascoltare e descrivere, ma anche cercare di portare avanti ideali ed istanze di cambiamento nel luogo dove si delibera.
Con questo approccio ho cercato di affrontare l’avventura consiliare, senza servilismi e in fondo avendo come vero “datore di lavoro” la comunità trentina. Perchè la minoranza serve per migliorare il Trentino nel quale viviamo. Sul piano umano i due consiglieri non hanno vissuto questo primo anno di mandato in maniera serena. Più volte si sono manifestati momenti nei quali l’uno (Degasperi) o l’altra (Bottamedi) hanno avuto l’idea di non farcela, di mollare tutto. Può accadere, quando dalla tensione fai fatica anche a dormire.

Ci stavano anche i litigi, tra due persone di carattere ed indole molto diverse. Ciò che non era normale all’interno del gruppo, che creava grosse frizioni sul piano umano (e che le crea ancora, stando a quanto scrive Manuela Bottamedi), era la pressione esercitata da parte del Meetup.

Tanto che alcuni esponenti del Meetup hanno insistito nel chiedere la mia rimozione dal gruppo premendo sui consiglieri, finchè ci sono riusciti. Non confrontandosi chiaramente su temi e questioni concrete, ma semplicemente facendo gruppetto e minacciando il sondaggio online e la conseguente espulsione. Perchè decide il Meetup, perchè decide la Rete.

L’equivoco nasce da un approccio primordiale fortemente ideologico, sul quale ricordo delle assurde discussioni: il fatto che il Meetup sia sovrano e stia “sopra” alla volontà dei consiglieri. Si passa quindi da una realtà politica, così come sviluppatasi negli ultimi anni, di distanza siderale tra eletti ed elettori, che si riavvicinano solo all’appuntamento col voto ad una prospettiva assurda nella quale è l’elettore a “tenere in scacco” l’eletto.

Mentre forse sarebbe più auspicabile un rapporto bidirezionale e più continuo tra eletto ed elettore, nel rispetto degli specifici compiti. All’interno del Meetup in molti hanno seguito questa via, consigliando e dando propri pareri sui temi più svariati che competono all’attualità del consiglio. Altri invece, i più intransigenti, si sono concentrati sugli aspetti legati al metodo ed alla forma, da novelli sacerdoti dell’ortodossia. Senza una precisa linea, se non quella di portare scompiglio e forzare su una linea di isolamento. Qui sta il forte aspetto del degrado umano, perchè non si rispetta più l’altro come persona con altre idee. Ma si pensa (follemente) di poter raggiungere il 51%, così posso governare io. Finendo quindi di preoccuparsi più del consenso che degli aspetti concreti.

Più volte raccoglievo perplessità di molte persone sull’organizzazione del M5S e la mia risposta era quella di provare a conoscere e seguire i consiglieri, che comunque hanno cercato in questo tempo di portare avanti il compito loro assegnato. Un degrado trasportato anche nella comunicazione. Quando non privilegia la ricerca della verità e stimola l’interesse di chi legge, ma punta al sensazionalismo, alle etichette, all’iperbole che diventa esercizio stilistico permanente.

Un degrado che alla fine porta a non cambiare nulla, a lasciare intatto il mondo che si voleva modificare, in meglio. Perchè ci si ferma al metodo, alla teorizzazione e non si entra nel pratico della materia. La democrazia della rete diventa facile slogan, perchè a decidere alla fine sono in molto pochi (al sistema operativo M5S potevano partecipare fino a poco tempo fa solo alcune decine di migliaia di persone). E non si può banalizzare la complessità della politica come quando si è chiesto alla Rete se preferiva il sistema maggioritario o proporzionale, quando un minimo di approfondimento può far capire che nei sistemi elettorali ci sono sempre aspetti proporzionali ed aspetti maggioritari.

Lo scriveva anche oggi Marco Brunazzo sul Corriere del Trentino: più che una possibile soluzione ai problemi il M5S rappresenta il termometro del momento attuale. Vista anche l’esperienza vissuta, quanta credibilità possono avere degli eletti se sono facilmente “ricattabili” dalla base. Non tanto per questioni sostanziali o di visione politica, ma per i “venti” che favoriscono la creazione di gruppi di pressione?

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Categorie:Live

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