Finale tra Umberto Eco ed Italo Calvino per “Un libro per Trento 2018”

Gli insegnanti sono la barriera al nazionalismo

Gad Lerner, 62 anni, 5 figli in giro per l’Europa, ci ha messo 32 anni a diventare italiano e al Tbf17 a Corte Trapp ha dato molti spunti sul nostro rapporto con i nazionalismi, incalzato da Alberto Faustini, direttore dei quotidiani Trentino e Alto Adige.

Nazionalismo e Italia. «Amore per una nazione – spiega Lerner, ma quale?!?. Il nazionalismo è un nazionalismo di ritorno con la mistificazione del “prima veniamo noi”».

Nazionalismo non è però solo un concetto europeo, ma anche del Medio Oriente. «L’Arabia Saudita finanzia i salafiti, il Qatar i fratelli musulmani. Il Qatar è una nazione di 300mila persone con 150mila dollari di reddito medio pro capite, un mondo di irrazionalità coperto da una “capsula di disciplina”».

Si cerca di proteggersi nel piccolo «in paesi come l’Italia nella quale non si conoscono le lingue straniere». Lerner si sente profondamente italiano, «perchè non conosco altre lingue così come l’italiano. Sono venuto da bambino da Beirut ed ho avuto una maestra bravissima, che mi ha fatto cominciare ad adorare persone come Garibaldi e Mazzini».

Nel dibattito sullo “ius soli” Lerner ha ricordato come per molti anni abbia fatto attività politica senza avere diritto di voto, essendo apolide. «Siamo privi di regole certe, non ci sono degli automatismi, si lascia la cittadinanza in mano a decisioni discrezionali».

Il mondo però va in altre direzioni e «anche Milano comincia a diventare come Londra. Le barriere al nazionalismo sono insegnanti, medici, ma anche i mondi dell’industria, del turismo, dell’università, dei media».

Il recente impegno televisivo di Lerner è andato verso gli operai, «con una classe operaia che è diventata una Babele: lavorano uno accanto all’altro facendo le stesse mansioni operai con contratti a tempo indeterminato, precari con contratti rinnovati ogni 3 mesi, lavoratori con contratto di somministrazione o a partita Iva. L’unità di classe è lacerata ed un luogo simbolo sono i cantieri navali a Monfalcone, nei quali in certi periodi lavorano 7mila operai di 500 diverse aziende, tra i quali 2mila bengalesi pagati la metà degli italiani».

Il pericolo quindi è quello di creare nel Terzo Millennio delle condizioni di schiavitù. «Per esempio lavorano a livello di servi persone nei settori delle pulizie, dell’agricoltura, dei servizi di cura. E avere milioni di servi non giova sicuramente alla stabilità sociale».

Altro tema è quello della disintermediazione, la mancanza di intermediari nella politica, nel giornalismo, nelle relazioni lavorative. «Nella politica la disintermediazione diventaa spesso passività degli uni, astensionismo dei più, decisioni prese da un vertice. Nei luoghi di lavoro la disintermediazione ci fa stare peggio. La scorciatoia di internet produce il boom dell’astensionismo».

Lerner ha 5 figli, «ai quali ho voluto “concedere” il privilegio di poter vivere in qualsiasi luogo del mondo». Una figlia è a Tel Aviv, un figlio fa il fisico tra Brighton e Ginevra. Davide, giornalista, è ad Ankara dopo aver studiato alla Scuola per studi orientali ed africani di Londra. Un’altra figlia alleva cani vicino a Milano, infine Giacomo farà la maturità l’anno prossimo.

Cosa ci sarà nel futuro televisivo di Gad Lerner? «Un programma di viaggio, per andare ancora una volta a incontrare, scoprire, raccontare. Certamente basta talk show, mi hanno dato molto anche economicamente, ma è passato il tempo».

inaugurazione tbf17 venerdì.doc

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Categorie:Attività

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