Manifesto delle Alpi della Regione europea Trentino – Alto Adige – Tirolo 2001 #euregio

Manifesto delle Alpi della Regione europea Trentino – Alto Adige – Tirolo

Preambolo

La Provincia autonoma di Bolzano, la Provincia autonoma di Trento e il Land Tirolo,

l Consapevoli che le Alpi rappresentano uno dei maggiori ambiti naturali oltre che spazio vitale ed economico per la popolazione residente, collegato da molteplici fattori ai territori extraalpini,
l riconoscendo che i conflitti derivanti dallo sfruttamento umano del territorio alpino devono essere superati in un contesto di sviluppo sostenibile che tenga conto delle condizioni naturali e ambientali e della particolare sensibilità di questo territorio,
l nella convinzione che le numerose normative nazionali in materia di sviluppo del territorio ed i vari documenti internazionali, quali la Convenzione delle Alpi ed i suoi protocolli, la bozza di una convenzione quadro delle regioni di montagna del Consiglio d’Europa e il programma europeo di sviluppo del territorio elaborato nell’ambito dell’Unione europea, non sempre tengono conto della particolare situazione della popolazione residente e dei suoi specifici interessi,
l nella consapevolezza che, con una superficie complessiva di 26.260 kmq ed una popolazione di ca. 1,5 milioni di persone, l’intero territorio è situato al centro dell’arco alpino, che ogni anno esso ospita parecchi milioni di turisti e che è attraversato dal valico alpino più basso di quota, lungo il quale si sviluppa il principale collegamento fra il nord ed il sud dell’Europa,
l nella volontà di stabilire uno stretto rapporto di collaborazione che si sviluppi nell’ambito di un’Euroregione e che consenta la realizzazione dei comuni interessi,
l nella consapevolezza di poter disporre di un’esperienza decennale nella conservazione e nello sviluppo dello spazio vitale delle proprie popolazioni, nel rispetto dei principi della sostenibilità,
l in occasione dell’incontro congiunto dei tre Presidenti, svoltosi il 26 gennaio 2001 a San Michele all’Adige, hanno concordato quanto segue:

Art. 1

Oggetto

Con questa dichiarazione, la Provincia autonoma di Bolzano, la Provincia autonoma di Trento e il Land Tirolo fissano gli obiettivi concreti ed i provvedimenti da adottare nei settori dell’agricoltura e delle foreste, della tutela della natura, del turismo, dell’insediamento delle imprese, dei trasporti, dell’istruzione, della formazione e ricerca e della cultura, formulando allo stesso tempo i principi per una loro attuazione. L’intervento a tutela degli interessi delle regioni alpine e della loro popolazione è l’espressione di un’azione basata sul principio di sussidiarietà che mira ad affidare agli abitanti del territorio alpino, e quindi non a soggetti esterni, la gestione del loro spazio vitale.
Con i principi enunciati in questa dichiarazione, volti a raggiungere una situazione di equilibrio fra le politiche di sviluppo e di tutela del territorio alpino, la Provincia autonoma di Bolzano, la Provincia autonoma di Trento e il Land Tirolo muovono un ulteriore e importante passo verso una più stretta collaborazione nell’ambito di un’Euroregione.
La Provincia autonoma di Bolzano, la Provincia autonoma di Trento ed il Land Tirolo ritengono che le esperienze maturate negli ambiti politici che formano oggetto di questa dichiarazione potranno fungere da modello per altri settori dell’area alpina.

Art. 2

Agricoltura e foreste

Per poter assicurare uno sviluppo sostenibile dello spazio vitale della popolazione alpina è di fondamentale importanza salvaguardare l’azione polifunzionale dell’agricoltura di montagna e della silvicoltura. Infatti, le attività delle aziende agricole e forestali rappresentano un fattore irrinunciabile per la conservazione dell’ambiente alpino e della biodiversità, per la garanzia dell’approvvigionamento dei generi alimentari della popolazione, per la produzione di prodotti tipici di qualità e per la salvaguardia dalle calamità naturali.
Le condizioni entro cui si sviluppa la produzione nel settore dell’agricoltura e della silvicoltura sono rese difficoltose dalla particolare situazione orografica e climatica che caratterizza l’ambiente montano, determinando costanti svantaggi nell’ambito del mercato comune europeo. Devono pertanto essere elaborati dei programmi globali che investano tutti i livelli della politica agricola, volti a garantire la sopravvivenza dell’agricoltura di montagna e della silvicoltura e quindi a ristabilire un equilibrio nelle zone svantaggiate e a compensare le maggiori necessità lavorative. In questo contesto, particolare supporto dovrà essere riconosciuto a quelle aziende che garantiscono un livello minimo di produzione in zone particolarmente disagiate. Inoltre, sono da prevedere efficaci incentivi economici per le produzioni ecologiche e per la commercializzazione dei prodotti agricoli di qualità.
È necessario incentivare la conservazione delle imprese tradizionali familiari nel settore dell’agricoltura di montagna e della silvicoltura, non solo attraverso interventi di pianificazione territoriale ma anche incoraggiando l’attivazione di nuove fonti di reddito, ad esempio nel settore del turismo e dell’artigianato, e attraverso l’utilizzo delle moderne possibilità di telecomunicazione.
Al fine di evitare l’abbandono delle aziende agricole di montagna è necessario adottare provvedimenti specifici che possano assicurare l’occupazione soprattutto ai giovani agricoltori.
La funzionalità dei boschi, soprattutto di quelli protetti e delle riserve forestali, va garantita attraverso provvedimenti più efficaci nel settore della silvicoltura, applicando tecniche di intervento naturalistiche e azioni mirate di rimboschimento come pure riconoscendo ai proprietari dei boschi particolari indennizzi a fronte di impegni che eccedono le attuali disposizioni per la conservazione del patrimonio forestale montano. Le opere di regimazione dei corsi d’acqua e di difesa dalle valanghe devono essere realizzate, ove possibile, sulla base di tecniche che tengano maggiore conto delle esigenze ambientali e naturali.
Il settore della caccia dovrà essere gestito sulla base di migliori piani di abbattimento che consentano una adeguata regolazione della selvaggina, così come attraverso misure biologiche di tutela nelle riserve, tendendo conto delle esigenze di equilibrio ecologico nonché delle attività agricole e selvicolturali.

Art. 3

Tutela della natura

Una parte considerevole del territorio alpino costituisce ambiente naturale e, come tale, svolge una funzione di riserva delle risorse naturali, di regolatore del clima e di area ricreativa i cui effetti benefici si ripercuotono su tutto il continente europeo. Caratterizzato da un ecosistema particolarmente sensibile, il territorio alpino è esposto a continue e crescenti minacce che incombono sempre più pesantemente sulla popolazione residente e sulle condizioni di vita.
La Provincia Autonoma di Bolzano, la Provincia Autonoma di Trento e il Land Tirolo intendono quindi promuovere, accanto alla tutela dei biotopi di maggiore significato ecologico, anche la creazione di vaste zone tutelate nell’ambito dei loro territori, promuovendone, laddove possibile, il collegamento a livello interregionale anche attraverso una collaborazione internazionale in ambito naturalistico.
Inoltre, la Provincia autonoma di Bolzano, la Provincia autonoma di Trento e il Land Tirolo intendono elaborare progetti integrati per la tutela delle risorse naturali e del paesaggio, ponendo particolare attenzione sulla conservazione della qualità delle acque e delle risorse idriche.
Le norme in materia di tutela della natura sono state elaborate, a tutti i livelli, in modo tale da rispondere in maniera adeguata alle particolarità dell’ambiente naturale alpino. Questo vale anche per le relative normative europee, che devono prevedere un margine sufficiente a consentire l’adozione di misure specifiche locali volte ad assicurare la sopravvivenza di determinate specie animali e vegetali e del loro habitat.

Art. 4

Turismo

La creazione di strutture turistiche estive ed invernali nel territorio alpino ha rappresentato un fattore importante per lo sviluppo di questo determinante settore dell’economia di montagna che, per la popolazione di molte aree periferiche, costituisce l’unica alternativa rispetto all’agricoltura e alla silvicoltura.
La gestione futura dell’infrastruttura turistica dovrà tener conto in maniera adeguata delle caratteristiche del territorio alpino ed in particolare dell’impatto ambientale e paesaggistico. Si deve limitare l’ulteriore sfruttamento delle zone dei ghiacciai.
Nelle zone ad alto sviluppo turistico deve cessare lo sfruttamento di nuovi spazi. In tali zone va data priorità al miglioramento della qualità dell’offerta delle strutture già esistenti.
Le nuove infrastrutture potranno essere realizzate esclusivamente in territori idonei ed a basso sviluppo turistico, e comunque sempre nel rispetto delle esigenze di tutela dell’ambiente e del paesaggio ai sensi di un mantenimento e di una salvaguardia della natura sostenibili.
Al fine di conciliare le attività turistiche con le esigenze di natura sociale ed ambientale, è necessario prevedere la creazione di vaste aree collegate fra di loro, sulle quali non potranno essere realizzati impianti tecnici e che, attraverso il controllo del flusso dei visitatori, resteranno a disposizione dei turisti alla ricerca di spazi ricreativi.
Il turismo nell’area alpina è spesso squilibrato e si concentra maggiormente in determinati luoghi e periodi. Risulta quindi necessario adottare provvedimenti che, grazie all’ausilio dei moderni sistemi di telecomunicazione, conducano ad una distribuzione più equilibrata del turismo nelle varie stagioni, ad una sensibile riduzione del traffico e ad uno sfruttamento più razionale della capacità ricettiva, contribuendo così alla conservazione dei beni naturali nel territorio alpino.

Art. 5

Insediamenti di imprese

Lo sviluppo economico del territorio montano presuppone la creazione di nuove imprese, e quindi di nuovi posti di lavoro, anche al di fuori del settore economico.
A tal fine è necessario prevedere, nell’ambito della pianificazione territoriale, la creazione di spazi adeguati da destinare alle imprese industriali, artigianali, commerciali e terziarie che operano in armonia con le esigenze ambientali. In tale contesto è da privilegiare lo sviluppo del settore ad alta tecnologia attraverso la creazione di centri tecnologici regionali.
Inoltre, l’iter per il rilascio dell’autorizzazione all’insediamento di nuove imprese deve essere semplificato e , ove possibile, ridotto ad un’unica
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procedura che soddisfi tutte le esigenze di natura giuridica e che potrà essere espletata da un’autorità unica che dovrà tener conto degli effetti ambientali e dei diritti di vicinato.
Particolare attenzione dovrà essere dedicata al mantenimento e all’integrazione di una rete equilibrata di strutture che possano garantire
condizioni ottimali di approvvigionamento della popolazione con generi e servizi di prima necessità.
In un regime di concorrenzialità, sono da incentivare in particolar modo quelle imprese che operano nel settore della produzione di energia alternativa, quale l’energia solare ed eolica in concordanza con le direttive del diritto comunitario.
Nei territori alpini economicamente più deboli è necessario incentivare la creazione di nuove imprese tramite l’adozione di provvedimenti specifici che tengano conto delle condizioni di svantaggio. A tal fine risulta indispensabile poter rendere più flessibile il quadro normativo comunitario e consentire agli Stati membri ed alle rispettive regioni di intervenire con propri mezzi al sostegno di attività di politica regionale, in vista di un miglioramento della coesione della Comunità.
Il rafforzamento della competitività delle piccole e micro imprese del territorio alpino potrà essere attuato anche attraverso la collaborazione e lo scambio di esperienze fra le imprese stesse, che quindi dovranno essere opportunamente incentivati.

Art. 6

Trasporti

Il costante aumento del traffico transalpino di persone e merci e del traffico regionale e locale all’interno del territorio alpino e l’inquinamento acustico, atmosferico e del suolo che esso provoca hanno conseguenze incalcolabili sulla popolazione alpina.
È quindi necessario innanzitutto adottare a livello internazionale provvedimenti che possano ridurre gli impatti ad un livello sopportabile per le persone, gli animali, le piante ed il loro habitat.
È da escludere la costruzione di nuovi collegamenti stradali transalpini di livello primario, che hanno come diretta conseguenza l’ulteriore aumento del transito di persone e di merci.
Priorità assoluta dovrà essere attribuita a forme di traffico di transito più ecologiche. Fra queste rientrano il miglioramento della concorrenzialità della ferrovia e del traffico combinato, anche attraverso la creazione di nuove infrastrutture ferroviarie da realizzare sulla base di concreti pacchetti finanziari con capitale misto e con la partecipazione dell’UE; la riduzione del traffico nel territorio montano attraverso l’adozione di soluzioni intelligenti di organizzazione del traffico, quale ad esempio l’utilizzo di idonee linee fluviali.
È necessario altresì stabilire norme internazionali che, oltre alle tariffe stradali, consentano di attribuire ai diretti responsabili i costi derivanti dai danni causati all’ambiente.
Devono inoltre essere creati i presupposti giuridici affinché una quota delle entrate dei pedaggi stradali possa essere destinata a finanziare il potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria.
Al fine di evitare flussi di traffico deviato nel settore del trasporto merci su strada, è necessario che il quadro normativo che regola tutti i transiti alpini venga impostato in modo tale che le quote dei pedaggi siano equilibrate.
L’impiego di mezzi pubblici e la compatibilità dei sistemi di trasporto nell’ambito del traffico di transito di persone e soprattutto del traffico regionale e locale all’interno del territorio alpino devono perseguire innanzitutto l’obiettivo di creare una rete interregionale e transfrontaliera dei trasporti che si estenda nel territorio della Provincia autonoma di Bolzano, della Provincia autonoma di Trento e del Land Tirolo.
La ricerca nel settore dei sistemi, dei mezzi e dell’organizzazione del trasporto nelle aree di montagna verrà intensificata grazie alla creazione di centro tecnologico sui trasporti che potrà sfruttare le risorse universitarie della Provincia autonoma di Bolzano, della Provincia autonoma di Trento e del Land Tirolo.

Art. 7

Educazione, istruzione
e ricerca

L’educazione e l’istruzione come pure la ricerca nel settore alpino contribuiscono a creare e a rafforzare non solo la coscienza per le particolarità dell’ambiente alpino e del suo rapporto con altri ambienti, bensì anche per la sua conservazione. In tal senso un ruolo particolare è rivestito dalla diffusione delle conoscenze relative alle strutture sociali e culturali, l’applicazione dei valori di solidarietà e di appartenenza democratica ai processi politici concernenti l’area alpina nonché la diffusione del principio della tutela delle minoranze come esempio di soluzione pacifica dei conflitti..
Per questo motivo, i percorsi didattici nelle scuole professionali e nei corsi d’insegnamento che coprono il settore dell’agricoltura, del turismo, della protezione contro le calamità, della produzione energetica endogena, dello sviluppo regionale e dell’artigianato artistico e nei centri di ricerca dovrebbero essere impostati sulla base delle particolarità socio-economiche e naturali del territorio alpino e, secondo le possibilità, realizzati a livello interregionale.
È inoltre necessario creare nuovi istituti superiori che possano offrire corsi di formazione professionale e di apprendistato adatti a far fronte alle esigenze specifiche del territorio alpino.
Inoltre deve essere aumentata la varietà degli indirizzi universitari e scientifici della Provincia Autonoma di Bolzano, della Provincia Autonoma di Trento e del Land Tirolo attraverso lo sviluppo della ricerca e dell’insegnamento di specifici aspetti dell’ambiente montano nelle materie delle scienze morali, sociali e naturali con l’obiettivo di arricchirne la corografia. Utile per raggiungere questo scopo è anche una collaborazione interdisciplinare tra le università esistenti e gli istituti di ricerca.
Particolare attenzione spetta allo studio che ci accompagna tutta la vita, nella cornice del quale le strutture per la formazione degli adulti assumono una posizione di maggiore rilievo per la formazione professionale.
L’apprendimento delle lingue straniere a partire dalla minore età possibile assume un ruolo molto importante. Ciò vale specialmente per le lingue delle regioni confinanti. Fra le priorità si collocano anche la formazione di insegnanti secondo le moderne metodologie didattiche, nonché lo sviluppo dell’apprendimento attivo dei nuovi ambiti di azione derivati dalle nuove tecnologie.
Infine, è necessario avviare iniziative concrete ed efficaci che producano nuove motivazioni alla professione nel settore dell’agricoltura, del turismo, della protezione contro le catastrofi, della produzione energetica endogena, dello sviluppo regionale e dell’artigianato artistico.
Anche nelle zone lontane dalle arterie di grande traffico e di scarsa densità di popolazione deve essere aperto un numero sufficiente di centri di formazione. In tali località dovranno inoltre essere sfruttate le opportunità di insegnamento a distanza offerte dalla telecomunicazione.

Art. 8

Cultura

Il fertile scambio fra tradizione e modernità è un tratto distintivo anche del territorio alpino in qualità di esponente del circolo culturale europeo. Il sapere relativo alla storia regionale e l’attenzione costante alle forme espressive culturali tramandate, insieme alla capacità di recepire nuovi sviluppi artistici e culturali non sono solo l’espressione di una società aperta e tollerante, bensì contribuiscono a forgiare il senso della vita umana e la consapevolezza sociale.
Ne consegue che è necessario sia dotarsi delle nuove strutture culturali sia tutelare l’eredità culturale nonché le diverse lingue e dialetti. Ciò trova applicazione soprattutto per le minoranze linguistiche dei ladini, dei cimbri e dei mocheni nella Provincia autonoma di Bolzano e nella Provincia autonoma di Trento. E’ necessario inoltre prestare un’attenzione particolare allo sviluppo delle creazioni artistiche contemporanee.
La promozione di collaborazioni flessibili tra gli esponenti dell’arte e della cultura consente di configurare un panorama culturale eterogeneo nel quadro della crescita collettiva dell’Europa e di rendere inconfondibile la regione europea formata dalla Provincia Autonoma di Bolzano, dalla Provincia autonoma di Trento e dal Land del Tirolo. A tale scopo deve essere promosso anche lo scambio culturale che vada al di là di questi confini. Collaborare per l’allestimento di mostre regionali e patrocinare importanti eventi culturali, volti a dare rilievo alle caratteristiche e peculiarità del territorio alpino sono ulteriori punti focali delle attività politico-culturali che dovranno essere intraprese.
Nell’ambito del rafforzamento dell’autonomia culturale regionale si auspica una attiva partecipazione della popolazione alle varie forme di espressione artistica.

Art. 9

Attuazione

La Provincia autonoma di Bolzano, la Provincia autonoma di Trento e il Land Tirolo si impegnano, nell’ambito delle rispettive competenze e secondo le procedure più appropriate, a dare concreta attuazione agli obiettivi e ai provvedimenti sanciti in questa dichiarazione. A tale scopo assicurano un sostegno reciproco, sia nell’affermazione delle istanze comuni nei confronti dei governi centrali e delle istituzioni europee, sia nello scambio di base-dati, di risultati scientifici e di conoscenze specifiche.
La Provincia autonoma di Bolzano, la Provincia autonoma di Trento e il Land Tirolo si prefiggono inoltre l’obiettivo, nello spirito di questa dichiarazione, di utilizzare le opportunità dei cofinanziamenti europei per progetti particolarmente significativi, con particolare riferimento all’iniziativa comunitaria Interreg III.
L’attivazione di un comune ufficio di coordinamento potrà assicurare che tutte le istanze derivanti dalla presente dichiarazione saranno portate a conoscenza dei governi centrali e delle istituzioni europee, oltre che dell’opinione pubblica all’interno e all’esterno del territorio alpino. Oltre a curare il flusso di informazioni ed il costante allineamento di interessi fra la Provincia autonoma di Bolzano, la Provincia autonoma di Trento e il Land Tirolo, l’ufficio di coordinamento dovrà verificare anche le possibilità di una partecipazione congiunta ai progetti comunitari.
È possibile in ogni momento l’adesione di altri enti regionali che concordino con i contenuti della presente dichiarazione e che desiderino impegnarsi per la sua attuazione

San Michele all’Adige,
26 gennaio 2001
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Categorie:Attività

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