Candidatura Damiano Tommasi presidente Figc

Documento di candidatura FIGC – Damiano Tommasi

AI SENSI DELLsART. 24 COMMA 5 DELLO STATUTO FEDERALE
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Questo e frutto di un processo di condivisione
e confronto.
Obiettivo del processo e stato quello di dare seguito concreto alla richiesta
di cambiamento espressa con decisione allsindomani della clamorosa
esclusione della nostra Nazionale dal prossimo Campionato Mondiale.
Ma il 13 novembre 2017 deve diventare un inizio e non soltanto la fine di un
processo. Le strategie, gli investimenti e le priorita devono prendere
unsaltra direzione e far ritornare il progetto sportivo al centro della
discussione.
Dal fischio finale del 13 novembre, da quel risultato e dalle radici che lo
hanno generato, dobbiamo ripartire. Con progetti ed idee, il piu possibile
condivisi, capaci di costituire un credibile rilancio del calcio italiano.
Allsinterno di questo documento sono sinteticamente elencate le priorita di
intervento, suddivise per aree, con le relative proposte concrete elaborate
attraverso il confronto tra calciatori e addetti ai lavori delle diverse anime
che compongono il sistema calcistico italiano. Per la prima volta i calciatori
hanno la possibilita di partecipare attivamente al processo di gestione del
sistema del quale fanno parte, con idee e proposte, ma anche attraverso un
concreto atto di impegno (vedi contrattazione collettiva nellsottica della
distribuzione delle risorse).
Le parole chiave sulle quali tutti ci siamo trovati dsaccordo sono:
s s b l à , l s v , b l à , v à e
s .
Concetti sportivi semplici, di immediata applicazione, che ci portiamo dietro
dalle recenti esperienze elettorali, vissute con lsintensita e lsimpegno di chi
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era convinto che le cose non stessero andando nella giusta direzione per il
calcio e per il futuro del nostro sistema.
Lsunica filosofia possibile, oggi, e : ripartire dal calcio, dai fondamentali
della passione per il gioco. Rimettere, come dopo ogni goal o come allsinizio
di ogni tempo, la palla al centro .
Serve un programma semplice e servono professionalita capaci e credibili
per garantirne lsapplicazione. Una nuova Federazione, che implichi il
coinvolgimento attivo di professionalita che vengono dal campo, affiancate
da professionisti qualificati capaci di adattare al modello italiano idee
nuove. Una regia delle riforme che, se prima erano necessarie, dopo il 13
novembre sono diventate irrimandabili.
Questo momento deve diventare un punto di partenza per rifondare dalla
base il sistema, puntando sulla sua capacita di rinnovarsi e sul bisogno di
guardare avanti. Se non riusciremo a costruire unsaltra visione del calcio, se
continueremo a programmare pensando al consenso o alle dinamiche
elettorali senza concentrarci sul progetto sportivo, avremo perso due volte.
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DISTRIBUZIONE 1 DELLE RISORSE 2 LICENZE NAZIONALI – SOSTENIBILITA’ 3 PESI ISTITUZIONALI FEDERALI 4
NORMATIVA E RAPPORTI ISTITUZIONALI
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CLUB ITALIA
6 CALCIO GIOVANILE E D TT T
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CALCIO FEMMINILE
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CALCIO A 5
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CENTRI FEDERALI TERRITORIALI
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SECONDE SQUADRE
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ATTIVITA DI BASE – FORMAZIONE
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COPPA ITALIA
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TECNOLOGIA E REGOLAMENTI
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CONCLUSIONI
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V :
– Favorire un nuovo processo di concertazione istituzionale;
– Ottimizzare le risorse distribuite.
La sconfitta con la Svezia non rappresenta esclusivamente una sconfitta
sportiva, quanto piuttosto il momento piu evidente di una pianificazione
carente e di una mancata concertazione tra le componenti. Per non ripetere
gli stessi errori la Federazione deve, con urgenza, riprendere a svolgere il
proprio determinante ruolo di coordinamento nella politica di distribuzione
delle ri or e interne al sistema.
La possibilita di incidere, anche attraverso la contrattazione collettiva, sulla
redistribuzione dei diritti televisivi, con tutti i criteri collegati, e certamente
la prima fondamentale azione da pianificare. La modifica di alcuni dei
vigenti criteri potra rappresentare il presupposto per una piu funzionale
assegnazione delle somme disponibili. Serve per questo na e erazione
orte arante e i accor i e o ratt tto atti a nel far sedere al tavolo
lsAssociazione Calciatori, lsAssociazione Allenatori e le Leghe interessate.
Obbiettivo primario e incidere sui passaggi di categoria, ottimizzando
lseffetto di disequilibrio competitivo interno ai campionati professionistici,
generato dal cosiddetto paracadute (il sistema studiato per ammortizzare
le ricadute economico-finanziarie dellseventuale retrocessione).
A tale riguardo e fondamentale la partecipazione degli atleti, al fianco dei
club, nel raggiungimento degli obiettivi di equilibrio e sostenibilita espressi
dal sistema, per quella che potrebbe diventare una svolta epocale sul ruolo
che avranno i calciatori in unsottica sempre meno di contrapposizione e
sempre piu di compartecipazione.
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La realizzazione, inoltre, del progetto delle seconde squadre portera nelle
Leghe inferiori maggiore attenzione e maggiori ricavi, sia attraverso le
presenze allo stadio, sia in termini di visibilita . Le seconde squadre , non
partecipando alla mutualita o ad altre forme di redistribuzione, di fatto
faranno aumentare la quota parte di mutualita delle altre societa iscritte.
Le seconde squadre saranno senza dubbio un volano per il mercato dei
giovani non ancora pronti per la Serie A e gia troppo maturi per le
formazioni Primavera. La tanto attesa riduzione del numero delle societa
professionistiche, per aumentare gli introiti singolarmente destinati ad ogni
C avverra , di fatto, con lsavvio di questo progetto che, come si vedra nello
specifico, avra una valenza prettamente sportiva.
– S ST B T ’
B TT V :
– Partire dalle regole per creare la sostenibilita del sistema calcio;
– Il progetto dovra avere durata di almeno un triennio.
Premesso che il fatto di rtire lle regole non e l e l ri ione
ell re ro e ioni ti , riteniamo che la vera riforma passi
dallsinnalzamento della qualita delle societa ammesse ai campionati
professionistici.
La proposta e quella di mantenere per il momento lsattuale numero di club
professionistici re tringen o i letti ’ingre o e selezionando cos le
societa ritenute professionistiche anche nei fatti. Una valutazione specifica
dovra essere fatta per la Serie B, gia pronta in passato a modificare il format
a 20 squadre.
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Resterebbero per ora inalterati i sistemi di promozione e retrocessione tra
la Serie A, la Serie B e la Serie C, con obbligo di ricostituzione dei rispettivi
format tramite i ripescaggi. Questi ultimi, in Serie C, dovranno prevedere
lsalternanza tra una seconda squadra e una squadra retrocessa.
Il Sistema delle Licenze Nazionali dovra progressivamente perseguire
lsobiettivo, condiviso, di avere societa ammesse ai campionati che
garantiscano continuita e solidita economico-finanziaria, oltre alla
disponibilita di strutture adeguate. Chi inizia il campionato deve essere in
grado di portarlo a termine.
Si propone lsintroduzione di un Casellario Sportivo da affiancare al
sistema di requisiti e controlli oggi vigente nel caso di acquisto di quote pari
o superiori al 10% nelle societa di calcio professionistico.
Occorrera prevedere, allsinterno dellsart. 52 delle NOIF, lsespresso divieto di
attivare la procedura di concordato preventivo e intervenire sul sistema
delle fideiussioni per garantire la continuita sportiva delle societa a
campionato in corso, sia per il torneo di Serie B, sia per quello di Lega Pro.
Per le societa di Serie A e Serie B dovremo insistere sul miglioramento delle
strutture sportive, inserendo progressivamente lsobbligo, per ogni club, di
un centro sportivo di qualita . Partire dalla casa per proporre progetti di
medio-lungo periodo, perche la presenza nel calcio professionistico abbia
una valenza anche, se non soprattutto, territoriale.
PESI ISTITUZION LI FEDER LI
OBIETTIVI
– Cambiare i criteri di distribuzione dei “pesi istituzionali” interni al
sistema, fissati dalla Legge Melandri .
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I criteri fissati dalla cosiddetta Legge Melandri risentono di un momento
storico-sportivo ormai lontano rispetto al quale, oggi, sono radicalmente
cambiate le condizioni ed i ruoli delle singole componenti.
Tra le priorita di intervento della Federazione dovra , pertanto, esserci una
rivisitazione di tali pesi finalizzata ad assegnare a ciascuna componente
percentuali maggiormente rispondenti ai ruoli attualmente rivestiti ed alle
dinamiche economiche e sportive del sistema calcio.
Recentemente aggiornata, la Legge Melandri dovra essere lo strumento
principale per bilanciare, anche attraverso le percentuali di mutualita , gli
eventuali cambi di percentuali elettorali.
Come vedremo in seguito, tutte le attivita attinenti a modifiche di legge e,
quindi, non esclusivamente di competenza federale, richiederanno unsampia
condivisione e un importante lavoro di relazioni istituzionali con il
prossimo governo.
Nello specifico la Lega Serie A lamenta da tempo il poco peso politico, figlio
della separazione dalla Lega B e dellsesigenza di rispettare lsequilibrio tra
componenti del mondo dilettantistico e professionistico.
Al netto dei numeri e doveroso aggiungere come, anche in momenti di
evidenti difficolta di rappresentanza, la Lega Serie A sia sempre stata
considerata componente fondamentale per la FIGC. Lsautorevolezza e la
leadership trascendono i numeri e si basano soprattutto sulla capacita di
essere riferimento per lsintero sistema.
Come in ogni famiglia, un genitore presente, credibile e responsabile sara
sempre guida principale, qualsiasi sia il numero dei componenti. Lsauspicio,
quindi, al di la di modifiche regolamentari e legislative, e di avere al piu
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presto seduti attorno al tavolo federale tutte le componenti in modo
propositivo e responsabile.
NORM TIV E R PPORTI ISTITUZION LI
OBIETTIVI:
– Partecipare al processo di revisione degli interventi normativi
necessari.
Il Governo e il CONI no gli interlocutori naturali e necessari per
la Federazione al fine di avviare il processo di attualizzazione di alcune
riforme.
Lsintervento su nuovi contenuti per la Legge Melandri, le modifiche alla
Legge n.91 del 1981, ma anche il riconoscimento, in vari provvedimenti di
carattere normativo, della tipicita del calcio. Sono solo alcuni degli
interventi di cui la nuova Federazione dovra farsi carico in maniera
unitaria, come portatrice di interesse dellsintero mondo del calcio.
Della riforma del professionismo sportivo si parla da troppi anni, con
pochi riscontri concreti. La revisione dei criteri fissati dalla Legge Melandri
(con tutte le successive modifiche) e , ormai, una priorita irrimandabile, che
deve passare attraverso un preliminare processo di condivisione interna
alle componenti.
La Federazione dovra occuparsi anche di guidare il processo di creazione e
formazione delle figure professionali di cui necessita il sistema. In tale
ottica, la previsione e lsinquadramento lavorativo delle nuove competenze
operanti nel mondo delle societa di calcio, rappresenta un passo necessario
per far incontrare domanda ed offerta di lavoro.
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E necessario, infatti, adeguare la Legge sul professionismo sportivo (L.
91/81) allsattuale realta del nostro movimento. Molte sono le figure che
non trovano adeguato riconoscimento allsinterno della Legge e cio spesso
impedisce alle societa professionistiche la dovuta flessibilita contrattuale
specifica dellsattivita sportiva.
Lsintervento sulla Legge Melandri, come detto gia fortemente innovata negli
ultimi tempi, puo essere ulteriore strumento per incentivare investimenti e
riequilibrare la distribuzione delle risorse.
O E V :
– Strutturazione secondo il modello di un Club professionistico;
– Possibilita di coinvolgere i componenti del Club Italia nelle decisioni
tecniche;
– Coinvolgere operativamente e strategicamente gli ex campioni delle
Nazionali.
Il Club Italia rappresenta lsapice del percorso sportivo nazionale.
Al fine di garantirne la piena funzionalita e favorire lsacquisizione di un
ruolo trasversale a tutti i processi interni al sistema, si propone di
strutturare il Club Italia secondo il modello organizzativo tipico di un
Club professionistico. A tal fine, oltre alla figura di un Presidente, si rende
necessaria anche quella di un Direttore e di uno staff articolato, qualificato
e competente. Questa struttura sara di supporto al CT ed al responsabile
delle nazionali giovanili, nellsottica di ottimizzare lsoperativita di tutta la
filiera.
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I vertici del Club Italia (Presidente, Direttore, CT, Responsabile nazionali
giovanili) potranno partecipare alle attivita delle commissioni e dei settori,
in sede di programmazione, potendo essere coinvolti in ogni decisione
federale che abbia una natura tecnica . In tal modo, il Club Italia sara
effettivamente di supporto consultivo in ambito tecnico per lsintera
Federazione.
Responsabilita delle componenti tecniche sara lsindividuazione delle
persone da coinvolgere nella strutturazione del Club Italia, che garantira la
piena condivisione del progetto sportivo Italia .
In relazione alle attivita derivanti dai contratti di sponsorizzazione della
Nazionale, come avviene in esperienze omologhe di altre Federazioni, i
calciatori e le calciatrici in attivita e gli ex-calciatori/trici saranno
attivamente coinvolti, sulla base delle disponibilita da loro fornite.
Gli ex-calciatori e le ex-calciatrici della Nazionale, in particolare, saranno
coinvolti nelle azioni di potenziamento delle sponsorizzazioni ed in tutte le
attivita istituzionali, svolte in Italia ed allsestero, collegate al Club Italia.
Lsimmagine federale dovra essere sempre di piu valorizzata a i a
onora o a mag ia azz rra a i e o in ernaziona e
B :
– n er ire i trend di calo delle iscrizioni e dei praticanti;
– Formare i giovani partendo dalla base;
– Tutela della salute.
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Il calcio dilettantistico ha subı̀t o nel corso degli anni un calo costante del
numero dei tesserati e del numero delle società iscritte.
Lsinversione di tendenza, oltre che auspicata e incentivata, va favorita con
unsanalisi delle criticità.
Vincolo sportivo, premio di preparazione e obbligo dei giovani in
campo, se possono apparire proposte orientate alla formazione dei ragazzi,
si rivelano molto spesso le vere cause dell’abbandono. Una
rimodulazione di queste particolari caratteristiche del dilettantismo,
nellsottica di favorire la reale formazione dei giovani senza provocare
eccessivo abbandono dellsattività sportiva, sarà tema di confronto tra le
parti interessate. Obiettivo della Federazione sarà quello di far giocare a
calcio e di mettere nelle condizioni i giovani di potersi esprimere al meglio,
salvaguardando la sostenibilità delle società calcistiche.
Non sempre obbligatorietà è sinonimo di fiducia nei giovani, ma
incentivarne lsutilizzo e la valorizzazione a livello dilettantistico deve essere
visto anche nellsottica lungimirante della maglia azzurra.
Come noto, da circa 16 anni, la Lega Nazionale Dilettanti ha introdotto, per
le società partecipanti ai vari campionati dalla stessa organizzati, lsobbligo
di impiego di calciatori giovani, in termini diversi a seconda della categoria
di appartenenza dei club.
Lsobbligatorietà dellsimpiego in campo rischia di essere inversamente
proporzionale alla formazione del giovane calciatore. Le analisi hanno,
difatti, dimostrato che la norma cosı̀ formulata “prepara” il giovane alle
categorie inferiori, anziche formarlo per quelle superiori.
Nelle 168 società di Serie D (2015/2016), su n. 715 classe 95 esaminati: il
34,27% svincolato ante 2016; il 31,61% tesserato categorie inferiori; ls8,6%
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svincolato al 7/2016; ls1,4% tesserato nei prof.; ls1,4% allsestero; solo il
21,82% tesserato in Serie D.
Moltissimi giovani non sono prodotti dal vivaio del club che li impiega, ma
provengono da altre societa che svolgono solo attivita di settore giovanile,
spesso fuori Regione; cio comporta inevitabilmente lsaumento delle spese
per le compagini che li tesserano.
I 98 e s99 attuali sono ancora in eta scolastica; per dedicarsi alle sedute di
allenamento mattutine sono molte volte costretti a saltare giorni di scuola
e, in molti casi, a causa del numero di assenze accumulate, perdono anni
scolastici importanti nel periodo formativo piu delicato della loro vita.
Formare giovani calciatori non puo prescindere dal formare giovani
cittadini.
Infine, il tema delicato e prioritario della tut la lla salut per tutto il
mondo dilettantistico ci impone di trovare un meccanismo di controllo
efficace e puntuale sullsassolvimento dellsobbligo di certificazione medica
per tutti i tesserati.
Lsipotesi di legare la certificazione medica alla documentazione necessaria
per il tesseramento e senzsaltro il metodo piu diretto, anche se potrebbe
generare alcune criticita . Sara doveroso istituire un confronto con la LND
per approfondirne applicazione ed eventuali difficolta di intervento.
FEMM N E
B ETT V :
– Costruire una l a u ca di gestione con cabina di regia federale;
– Rivisitare lo status delle atlete;
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– Cambiare la percezione del calcio praticato dalle donne.
La crescita del calcio femminile deve continuare nel solco tracciato dalle
Linee pro r ic e per o i ppo e c cio e ini e della FIGC,
gia approvate e integrate con il contributo della Commissione Sviluppo e
Promozione del Calcio Femminile.
Per incrementare il numero di tesserate, società e squadre è necessario
agevolare ’ i i à io ni e – anche attraverso il coinvolgimento della
scuola e delle università – avviare un pro r i co nic zione e
rke in e sviluppare pro r i i or zione e peci izz zione
finalizzati al miglioramento delle figure professionali ecnic e e
iri enzi i operanti nel calcio femminile, anche attraverso il
coinvolgimento delle ex calciatrici.
Lsutilizzo delle strutture presenti sul territorio (C.F.T.), per rice ere e
c ci rici provenienti dallsattività scolastica e come cen ri i ecce enz ,
può favorire lo sviluppo nelle realtà territoriali dove è inferiore il numero
delle tesserate.
Es, inoltre, funzionale stabilire meccanismi di incentivazione e di premialità
per le società che creano squadre e sezioni femminili e favorire meccanismi
di affiliazione e partecipazione delle scuole alle attività giovanili.
Di fondamentale importanza è lsintroduzione di un n o o i e i
icenze per la partecipazione ai campionati nazionali, nonché, il
con o i en o della dimensione sportiva e del profilo organizzativo,
economico e finanziario delle società di calcio femminile attraverso la
rivisitazione del sistema normativo.
La strutturazione di un piano di comunicazione e marketing, attraverso la
ricerca di partner e sponsor a sostegno del movimento femminile, la
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sinergia con i media nazionali e locali, l’utilizzo di testimonial e
l’organizzazione di un grande evento sportivo, possono favorire la
diffusione del calcio femminile, come avvenuto nelle principali federazioni
europee.
tali progettualita , va affiancata la costruzione di una nuova governance.
n soggetto centralizzato c e coordini lo sviluppo del movimento dalla
ase sino alle nazionali, con un focus sulle attivita delle societa .
a costruzione di un progetto di governance unitario ha il fine di evitare il
fenomeno della dispersione, attualmente molto forte, e di superare la logica
del corporativismo, che ha limitato, fino ad oggi, tutte le progettualita . Il
coinvolgimento di tutte le anime del sistema federale, in cui ciascuna
componente stabilisce i propri criteri interni di funzionamento e individua i
soggetti incaricati, e il passo determinante per accelerare lo sviluppo e
ridurre il gap accumulato nei confronti di altri movimenti calcistici al
femminile.
La rivisitazione dello status delle atlete deve rientrare tra le priorita , sia per
quanto attiene allsordinamento sportivo, sia in relazione alle leggi dello
Stato. Lsobiettivo deve essere quello di costruire i presupposti perche
lsattivita sportiva delle calciatrici di vertice venga riconosciuta, a tutti gli
effetti, come una attivita lavorativa.
Come per il calcio giovanile dilettante, dovranno essere valutati e ricalibrati
i vari istituti del vincolo sportivo e dei premi di preparazione, che dovranno
armonizzarsi con la nuova realta dei Club professionistici e con le realta
prettamente dilettantistiche, salvaguardando la sostenibilita del sistema.
Il continuo incentivo verso le Societa Professionistiche di tutte e tre le Leghe
(A, B, Lega Pro) ci dara nel prossimo futuro la possibilita di aumentare la
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partecipazione giovanile ad attivita esclusivamente al femminile e dovremo
essere pronti a coordinarne le diverse peculiarita normative.
Il budget federale destinato al movimento del calcio femminile puo essere
implementato attraverso una strategia, di medio termine, che punti alla
valorizzazione e commercializzazione del prodotto in termini di diritti TV.
, puo essere istituito un vincolo di destinazione, relativamente ai
contributi CONI, che, come avviene in altri Paesi, imponga di indirizzare alla
pratica femminile una parte di tali somme. La convergenza di entrambe le
strategie puo portare ad avere una certezza degli investimenti disponibili
anche nel lungo periodo.
Dovra essere cambiata la percezione del calcio praticato dalle ragazze,
superando stereotipi e pregiudizi che ne hanno limitato la diffusione, per
sviluppare una potenzialita in espansione che risente ancora di sensibilita e
propensioni differenti a livello territoriale.
B ETT V :
– Collocazione del Calcio a 5 | Riforme;
– Status dei calciatori.
Nei documenti programmatici lo spazio dedicato al calcio a 5 e sempre stato
marginale, sebbene le caratteristiche della disciplina risultino essenziali alla
crescita e alla formazione dei giovani calciatori. Dalle positive esperienze di
Paesi come Brasile e Spagna, si ravvisa lsesigenza di proporre un piano di
sviluppo del calcio a 5 fondato sulla valorizzazione dei settori giovanili
nazionali e sulla ristrutturazione del sistema di gestione delle squadre
nazionali.
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Al fine di raggiungere un obiettivo strategico per la Federazione, come la
valorizzazione del patrimonio di giovani calciatori, si dovra promuovere la
realizzazione di un modello di in erazione e collaborazione ra c ole
calcio e calcio a , con il coinvolgimento degli Istituti scolastici.
Il tema della valorizzazione dei giocatori formati in Italia, va rivisto
attraverso una normativa che mantenga un giusto mix tra le diverse
esigenze di spettacolo, formazione, radicamento territoriale, come di
legislazione nazionale e, soprattutto, internazionale.
E opportuna la realizzazione di un piano strategico congiunto tra tutte le
componenti che oggi, a vario titolo, sono coinvolte nella formazione dei
calciatori. Oltre ad un necessario incremento del budget finalizzato alle
attivita di formazione e sviluppo, occorre creare una nuova struttura di
coordinamento che armonizzi le varie anime (Divisione calcio a 5, Settore
Giovanile e Scolastico, Settore Tecnico e Club Italia) che, ad oggi,
intervengono disorganicamente.
In vista dei Giochi Olimpici Giovanili del 2018 e dei nuovi impegni sportivi
internazionali, e essenziale una riorganizzazione delle nazionali.
Lsinserimento delle nazionali di calcio a 5 allsinterno della struttura del Club
Italia risente ancora di un pregiudizio dovuto alla scarsa considerazione che
il mondo del calcio ha nei confronti della disciplina a 5. In questo senso sara
imprescindibile identificare una figura di raccordo ( ea anager e/o
Coordinatore delle nazionali di calcio a 5) fra la struttura del Club Italia e la
Divisione calcio a 5, che possa contemperare obiettivi istituzionali con
professionalita e competenze specifiche del settore.
Alla luce della crescita avuta, e auspicabile ed urgente che alla Divisione
calcio a 5 sia riconosciuto un valore proporzionale a quanto generato per il
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sistema federale, sia in termini di contribuzione diretta, sia di
riconoscimento politico.
La regolamentazione del calcio a 5 di to i e o dovra conseguire gli stessi
obiettivi che si propone la federazione: revisione degli accordi economici;
incremento della tutela assicurativa; riforma del meccanismo dei premi per
la formazione dei calciatori; nuovo protocollo dsintesa.
Tutto cio in unsottica di miglioramento delle categorie apicali, che possa
rappresentare un passo concreto verso quellsarea semiprofessionistica di
cui il sistema ha estremo bisogno.
CENTRI E ER I TERRIT RI I
BIETTIVI:
– Ridurre il numero dei Centri per aumentarne la qu ità.
Qual e il loro reale obiettivo, oggi? Selezionare e coltivare il talento
sportivo oppure contribuire alla diffusione del calcio a livello sociale?
Nellsattuale organizzazione, i Centri Federali Territoriali accolgono giovani
calciatori di ciascuna classe provenienti dalle sole societa dilettantistiche.
Se lsobiettivo e quello di fare formazione, bisogna intervenire alle radici
dellsabbandono dellsattivita e della dispersione del talento , creando un
senso di appartenenza dei ragazzi e delle ragazze verso il sistema. Tutte le
squadre del territorio devono avere la possibilita di frequentare un centro
federale, indossare la maglia azzurra, aggiornare i propri allenatori.
Insomma: i Centri Federali devono diventare un luogo vissuto, in cui far
incontrare tutti i ragazzi e le ragazze, per far crescere il loro spirito
calcistico e le competenze loro e di chi li deve seguire.
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La collaborazione con le societa del territorio e lo sfruttamento delle
strutture gia esistenti puo e deve subire un ulteriore miglioramento con il
coinvolgimento delle società professionistiche. Oltre alle strutture, le
societa professionistiche potranno far vivere il C.F.T. ai loro giovani
calciatori di maggior talento e capacita , nellsottica di far crescere i talenti
delle Nazionali.
Per ottenere questo risultato e necessario diminuirne il numero ed
aumentarne la qualita . I tecnici operanti nei C.F.T., infine, dovranno essere
formati e costantemente aggiornati al fine di garantire loro competenze di
maggiore livello rispetto ai tecnici delle societa del territorio.
“SECONDE SQU DRE”
OBIETTIVI:
– Elaborare un modello sostenibile e funzionale.
Il 70% dei calciatori spagnoli tesserati per un club del massimo campionato
ha militato in Segunda B (nel campionato corrispondente alla nostra Serie
C) almeno per una stagione. Il 55% dei calciatori spagnoli di Primera e
Segunda hanno giocato 1 anno negli ultimi 3 in Segunda B (nostra serie C).
Come sia possibile questa alta percentuale in un Paese molto interessato
dalla presenza di calciatori stranieri lo si spiega con il sistema delle
Seconde Squadre . Ogni Club di Primera ha ormai una Seconda Squadra
nei campionati inferiori. La formazione principale dei giovani calciatori in
Spagna passa da questo sistema e consente anche a calciatori di squadre
importanti come Real Madrid o Barcellona di “farsi le ossa” nei campionati
inferiori. Basti pensare che nella Spagna campione del mondo 2010, 20
calciatori in rosa avevano militato in una Seconda Squadra».
20
In Italia, invece, lsultimo step formativo per i nostri giovani e il campionato
Primavera. Qui le percentuali sono desolatamente diverse. Secondo uno
studio elaborato dallsAIC sui calciatori militanti dei campionati Primavera
delle stagioni 2011/12 fino al 2013/14, ad oggi risultano calciatori
professionisti solo il 23%. Basta questa differenza ad evidenziare il valore
non formativo, dal punto di vista sportivo, delle nostre primavera e ad
imporci alcune riflessioni.
Occorre mettere al centro il progetto sportivo, elaborando una
pianificazione in linea con criteri di formazione calcistica di alto livello.
Guardare concretamente al futuro.
Punto di partenza e introdurre un modello italiano di seconde squadre ,
differenti dalle attuali primavera delle squadre professionistiche.
Il primo passo verso questo modello sara lsapertura di un confronto con i
Club di serie A interessati attraverso i loro tecnici piu esperti e i dirigenti
piu attenti, oltre al coinvolgimento delle altre Leghe professionistiche.
Fondamentale sara la valenza sportiva del progetto che, proprio per questo,
non potra prescindere da alcuni punti fermi.
– Squadre da inserire nel campionato di Lega Pro, con possibilita di
promozione e/o di retrocessione ma con il limite di non poter accedere
al campionato di competenza della Prima Squadra.
– Limitazione dellseta dei calciatori da tesserare (U23 o U21) con
possibilita di fuori quota.
– Possibilita di impiego con la Prima squadra durante la stagione di
calciatori tesserati per una seconda squadra (nr. limitato di partite)
solo per gli U23 o U21.
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– Esclusione delle seconde squadre dalla distribuzione della mutualità
e di qualsiasi altro incentivo federale o di Lega nonche dal diritto di voto
nellsassemblea della Lega di pertinenza.
– Vincolo di utili i al iat i selezionabili in ottica della Nazionale
secondo un numero minimo di italiani o un numero massimo di stranieri,
in conformita ai vincoli legislativi nazionali e internazionali.
Lsiscrizione al campionato delle seconde squadre deve essere una priorita
a partire dal prossimo campionato, passando attraverso le mancate
iscrizioni alla Lega Pro, alternandole nei ripescaggi, come detto, con le
societa retrocesse e/o le societa aventi diritto in graduatoria per la LND.
Le seconde squadre , non partecipando ad alcuna forma di distribuzione
di risorse o mutualita , aumente ann in i ettamente, come gia accennato
in altra sezione, il plafond disponibile per le altre c ̀.
La seconda squadra potrà aiutare i club professionistici di alto livello ad
ottimizzare lsutilizzo delle strutture sportive di allenamento e avrà
ovviamente un ruolo determinante nella formazione graduale dei giovani,
contribuendo anche alla formazione di staff tecnici interni.
Infine, le seconde squadre porteranno in Lega Pro i marchi sportivi delle
rispettive prime squadre, con indubbi ed evidenti vantaggi in termini di
diritti ed esposizione mediatica del campionato, oltre a generare un
nuovo mercato dei giovani calciatori italiani che difficilmente oggi passano
dalla Lega Pro ai Top Club di Serie A.
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– FORM Z ON
O :
– Creare una filiera unica per la valorizzazione dei vivai, dal SGS alle
Nazionali;
– Incrementare i percorsi di formazione.
Azione preliminare e la creazione di un processo di filiera unica federale che
metta in relazione il settore Giovanile con le seconde squadre e con le
squadre giovanili nazionali. Per raggiungere questo obiettivo e necessario
orientare meglio le risorse della nuova Legge Melandri, distribuendo piu
adeguatamente a chi non ha potenzialita televisive e definendo nuovi e
piu moderni criteri legati a mission ben definite.
Lsintento primario e quello di dare maggiore qualità allsattivita di base sul
territorio e il fine lo si potra raggiungere rendendo obbligatorio lsimpiego di
tecnici qualificati (che abbiano, cioe , partecipato a corsi di formazione,
UEFA B oppure UEFA C) e aggiornati per ogni squadra di settore
giovanile. Lsobbiettivo, ambizioso e di qualita , dovra essere perseguito
progressivamente entro le prossime 3 stagioni calcistiche, anche grazie
allsincremento dei corsi con programmi costantemente aggiornati.
Questo processo di qualificazione dovra essere sostenuto da un incremento
dei percorsi di formazione (quelli disponibili non riescono a soddisfare la
domanda), strutturati con lsobiettivo di essere un primo momento di
selezione; nonché, dalla creazione di sinergie con lsUniversita (Scienze
Motorie, Scienze dellsEducazione e Scienze della Formazione Primaria) ed il
Ministero competente, per avere tecnici qualificati anche dal punto di vista
pedagogico.
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Si proporra la costituzione del primo percorso di formazione obbligatorio
per responsabile di settori giovanile o responsabile attività di base, che
preveda lsapprofondimento di tematiche specifiche legate
allsapprendimento ed alla crescita umana e sociale del bambino e della
bambina, prima ancora che a quella motorio-sportiva nel calcio. Lsobiettivo
deve essere far crescere, prima di tutto, uomini e donne, poi, calciatori e
calciatrici migliori.
Es importante introdurre materie come pedagogia generale, didattica,
metodologia a cui aggiungere la parte relativa ad ogni specifica categoria:
piccoli amici e primi calci, esordienti, giovanissimi e allievi.
Attualmente, i corsi si occupano del sapere , del saper-fare , del saper-
far-fare e poco del saper-essere (allenatore). Occorre cambiare
progressivamente prospettiva dei corsi – tanto quelli di abilitazione, quanto
quelli di aggiornamento – modificando le attivita e gli argomenti trattati
secondo un modello formativo uniforme e condiviso. Ogni due anni
dovrebbe essere previsto un test di valutazione, per monitorare
costantemente le competenze e la loro applicazione da parte di ciascun
allenatore.
COPP IT LI
OBIETTIVI:
– llargare il format attuale alla partecipazione delle squadre dilettanti.
Senza incidere nellsattuale programmazione dei primi turni della
competizione (a partire dal 15 di agosto ca.), e possibile costruire una fase
preliminare che coinvolga una parte molto estesa del sistema dilettantistico,
dedicando i mesi di Giugno e Luglio allo sviluppo di un torneo interno
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alla LND che coinvolga i campionati di Terza, Seconda e Prima categoria,
Promozione, Eccellenza e Serie D.
Al termine dei turni di selezione (con partecipazione non obbligatoria
ma aperta a tutte le società) si individuerebbe un numero ristretto di club
da far accedere allsattuale calendario della Coppa.
Questo sistema, ad adesione facoltativa, offre ai club dilettantistici
unsopportunita sportiva inedita.
Lsapertura di un confronto tra tutte le Leghe interessate aiutera a trovare la
modalita piu consona per stimolare una diversa prospettiva verso la Coppa
Italia, che dovra e potra cos diventare sempre piu la “Coppa degli italiani”.
Insieme alla Lega di A, infine, si valutera lsipotesi, molto dibattuta, del
sorteggio del campo di gara in occasione dei turni ad eliminazione diretta,
cercando di valorizzare in questo modo le piccole realta con la presenza di
grandi Club in piazze altrimenti non frequentate.
TECNOLOGI E REGOL MENTI
OBIETTIVI:
– mpliare l’utilizzo del Var;
– Modificare il numero delle sostituzioni anche nelle massime
competizioni.
Lsintroduzione della tecnologia nellsassistenza arbitrale e stata la grande
innovazione dellsultima stagione. Le polemiche e le perplessita , pur
presenti, non incidono sulla valutazione estremamente positiva fatta tra gli
addetti ai lavori. Il grande lavoro fatto dai nostri arbitri e la preparazione in
itinere sempre costante, hanno reso lo strumento tecnologico ormai
indispensabile. Compito e obbligo della Federazione sara trovare nel
25
prossimo futuro le risorse per poter investire sulla tecnologia anche in
Serie B e Lega Pro.
Altra novita regolamentare dellsattuale stagione ha riguardato
lsampliamento del numero di sostituzioni. Secondo indicazioni IFAB e stata
data la possibilita alle Federazioni di applicare in via sperimentale per le
categorie non apicali (dalla Lega B in giu ) un numero di sostituzioni per
squadra fino a 5.
Il Consiglio Federale ha deciso di adottare per tutto il mondo dilettantistico
le 5 sostituzioni a partita, senza vincoli, mentre per la Lega Pro e stato
deciso di consentire le 5 sostituzioni limitando a 3 il numero delle
interruzioni.
La proposta da fare per il prossimo futuro e di richiedere alla FIFA la
possibilita di introdurre le 5 sostituzioni anche per la massima serie e per la
Coppa Italia. Lsesigenza dei Club impegnati in piu competizioni e di ampliare
la possibilita di turnover che, oltre a concedere turni di riposo maggiori ai
calciatori piu impiegati, consente di incidere sulla prevenzione degli
infortuni.
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CONCLUSIONI
Italia – Svezia ci tornera in mente spesso nei prossimi anni e soprattutto
durante la prossima estate. Sara per il calcio italiano una pagina di storia
triste e difficile da digerire ed e per questo che tutti dobbiamo pretendere
da noi stessi il massimo impegno, perche non sia un inutile boccone
amaro.
Nello sport ci si rialza sempre e cse sempre dietro lsangolo unsoccasione di
riscatto, sta a noi saperla cogliere.
Il movimento calcistico arriva alla scadenza elettorale ancora una volta
diviso e alla conta dei voti, senza grandi aspettative, con molta spicciola
ragioneria.
Il nostro compito richiede, come gia detto per altri ambiti, senso di
responsabilità, credibilità e presenza. Sapersi prendere il proprio pezzo
di calcio da costruire, farlo al meglio e collaborare con gli altri.
Ogni progetto sulla carta puo essere affascinante e perfetto, ma e con le
persone che le parole prendono forma, che le idee si trasformano in fatti.
Lsauspicio di questa mia candidatura e di trovare sulla mia strada persone
capaci di animare queste idee, di dare concretezza alla speranza di un calcio
migliore, che condividano con me, con noi, un vero progetto di riscatto.
La rivincita e il sale della competizione e se e vero che non possiamo
tornare in campo immediatamente e anche vero che ci si puo rimboccare le
maniche fin da subito.
Torniamo a fare squadra per non trovarci perdenti due volte!
Damiano Tommasi
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Categorie:sport

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