#elezioni2018 #politiche2018 Antonella Valer, candidata Liberi e Uguali collegio uninominale Trentino Orientale

Antonella Valer, candidata alla Camera per il collegio del Trentino Orientale per Liberi e uguali, si presenta con un’ "autointervista"

Cosa l’ha spinta ad accettare la proposta di candidarsi per le elezioni politiche?
Don Milani, del quale apprezzo moltissimo la capacità di coniugare il pensiero più fine con l’azione più umile, aveva adottato il motto “I care”, cioè “mi importa, ho a cuore”, in contrapposizione al “Me ne frego” fascista. Credo che in questo momento di sfiducia nelle istituzioni e nella politica in generale, sia più che mai importante fare vedere che ci sono ancora persone a cui “importa”. Molti mi hanno detto che avevano deciso di non andare a votare, ma la mia candidatura gli ha fatto cambiare idea. Riportare le persone alla urne ridando loro un po’ di speranza mi sembra già un gran risultato, ma naturalmente non mi candido certo ad arrivare quarta.

C’è chi vede in Valsugana una corsa a tre fra Dellai, Fugatti e Fraccaro, Lei cosa ne pensa?
In un momento di grandissima incertezza come questo, in cui si va a votare con un sistema elettorale nuovo e complicatissimo, all’interno di un quadro che vede la partecipazione al voto in calo ormai da qualche anno, non essere presi in considerazione da chi ritiene si possa capire come andrà a finire, basandosi su cosa è successo in passato, credo possa essere un vantaggio. Ci permetterà di andare a parlare con calma con le persone, che è esattamente quello che vogliamo fare.

Tre ex deputati contro una insegnante part time, come crede di poter essere credibile in un confronto del genere?
Loro saranno sicuramente più esperti di me nelle questioni “di palazzo”, ma credo che le centinaia di persone che ho conosciuto nelle aule delle scuole serali, e nelle aule della scuola in carcere, mi abbiano permesso di acquisire una conoscenza “da dentro” della società civile, delle sue preoccupazioni e delle sue speranze, che è difficile acquisire in parlamento. Inoltre ho già dimostrato più volte nella mia “carriera di cittadina”, di essere in grado di trasformare la protesta in proposta, e la proposta in progetto. E credo che sia proprio questo quello di cui c’è bisogno, in un periodo momento storico in cui molto di quello che c’era non va più bene, e molto di quello che servirebbe non c’è ancora.

Perché secondo Lei la Valsugana è tradizionalmente una terra “di destra”?
Sinceramente non credo ci siano terre “di destra” o “di sinistra”, credo che le persone votino per chi dà loro l’impressione di riuscire a dargli le risposte che cercano. Se negli ultimi anni la Valsugana si è spostata “a destra”, è probabilmente perché la “sinistra” non è stata in grado di dare le risposte che le persone di là cercavano. Io condivido molte delle letture dei problemi che fanno i cosiddetti partiti “di destra”, quello su cui spesso non mi trovo d’accordo sono le risposte a questi problemi. Io credo sia necessario trovare soluzioni che vadano bene oggi, ma che guardino anche al domani, perché in caso contrario stiamo solo spostando i problemi sulle generazioni che verranno dopo di noi.

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Categorie:Live

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