Large Carnivore Initiative for Europe

Sarà approfondita la gestione dell’orso in Trentino

Grandi carnivori, la prossima settimana a Trento i maggiori esperti europei

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I maggiori esperti di grandi carnivori d’Europa saranno a Trento dal 21 al 22 marzo per la conferenza dell’associazione “Large Carnivore Initiative for Europe”(LCIE). A 20 anni dall’inizio del progetto Life Ursus (1997-2004), la presenza a Trento dell’associazione che riunisce i maggiori esperti di grandi carnivori d’Europa offrirà, tra le altre cose, l’opportunità di fare il punto sull’esperienza trentina, con un supporto tecnico autorevole. Il pomeriggio del 21 marzo, in particolare, sarà dedicato alla presentazione agli esperti dello stato dell’orso in Trentino e nelle Alpi centrali. Si parlerà anche delle attività gestionali condotte fino ad ora e di quelle in programma per il prossimo futuro. Ad un gruppo ristretto di esperti della LCIE verrà inoltre richiesto di produrre un documento di sintesi sul progetto trentino, come parere tecnico indipendente, che riporti utili indicazioni sugli aspetti gestionali più importanti.

Ma in tema di grandi carnivori quest’anno si lavorerà anche ad un progetto organico di prevenzione dei danni da lupo.
E’ ormai accertato che il lupo costituisce una realtà che va consolidandosi anche nella nostra provincia e con la quale è necessario adottare un approccio tempestivo, tecnicamente valido e che tuteli non solo la specie ma anche il settore della zootecnia di montagna.
Per questo, in assenza di un piano nazionale di riferimento sulla gestione del lupo, e dunque della possibilità di controllo della specie, è in corso di realizzazione un progetto organico di prevenzione dei danni, di formazione e informazione pubblica in provincia di Trento, con il coinvolgimento dei servizi forestali, di quelli dell’agricoltura, degli allevatori, dei parchi provinciali, oltre che di esperti nella materia.

Un primo documento sarà realizzato entro il prossimo mese di maggio, con ricadute concrete in termini di prevenzione su alcuni alpeggi prima dell’inizio della monticazione, mentre il documento finale sarà disponibile entro la fine dell’anno.
Si partirà da un censimento della vulnerabilità degli allevamenti agli attacchi da lupo. Saranno individuate misure di contenimento del danno, partendo dalla custodia degli animali grazie alla presenza del pastore, dall’installazione di recinzioni elettrificate per la notte per alcune tipologie di bestiame e dalla presenza di cani da guardianìa addestrati per difendere gli animali dal lupo.
Attenzione particolare verrà prestata anche alla formazione del personale, all’analisi delle modalità di accertamento ed indennizzo dei danni, nonché a forme di assistenza tecnica per la realizzazione delle opere di prevenzione.

(lr)

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