Passioni antidoto contro la paura. Le immagini del TrentinoBookFestival 2018

Dal 14 al 17 giugno 2018 si è svolta a Caldonazzo principalmente, con alcuni eventi ospitati anche a Tenna e Calceranica, l’ottava edizione del TrentinoBookFestival. Quaranta eventi complessivamente, con folta partecipazione: almeno 4mila persone hanno trascorso momenti di grande cultura tra la Casa della cultura, il Book Garden, Corte Trapp, il Blue Coffee. Il festival va avanti grazie alla passione di Pino Loperfido, delle Balene di montagna, di volontari, amici, ragazzi in alternanza scuola-lavoro. Dal lontano al vicino il Tbf si fa grazie al supporto di Regione, Provincia, Comunità di Valle, Cassa Rurale e Coop, Comune, altri sponsor privati.

Una manifestazione così ricca può essere raccontata in breve solo attraverso aneddoti e highlights, messi senza troppe connessioni. Chi c’era ne avrà tanti altri. Chi non c’era può rivivere la manifestazione su www.facebook.com/TrentinoBookFestival e su www.youtube.com/user/tnbookfest.

Le passioni, come antidoto contro la paura, sono state il motivo dominante dell’edizione 2018.

Tbf18 sono i bambini che giocano con le mappe e le scuole materne che propongono guide delle località trentine viste dai più piccoli. Aldo Pancheri che passa dalla pittura astratta alla sensualità ed all’erotismo. La letteratura erotica ed alcuni “libri proibiti” proposti dalle Biblioteche della Valsugana. Wolftraud De Concini che ha vissuto a Pilsen per scrivere il suo “Le scarpe di Klara” e che ha una “scrittura per sottrazione”, così come la sua fotografia che diventa minimalista. Renzo Francescotti fa passare gli spettatori dalla tragedia alla commedia, dal braccio che rischiava di rimanere anchilosato al padre che saliva le scale con fatica e affanno.

Tbf18 sono le palette dei giudici che si trovano a dover dare un voto al volo ad una poesia. Ed una vittoria ai supplementari, perché due poeti sono finiti alla pari. Tiziana Ferrario che dice che Melania Trump vuole proporre una campagna sul bullismo negli Stati Uniti. Ma il bullo ce l’ha in casa… Massimo Cacciari, con il pubblico in religioso silenzio, parla di temi fra sacro e profano. Padri ed eredi. Non si scompone mai, non sembra nemmeno il Cacciari televisivo al quale siamo abituati. Michela Marzano aveva pensato di farla finita, il suo dramma era l’anoressia. Poi ha scoperto la sua vocazione all’insegnamento. Ed un’insegnante dal pubblico la ringrazia dopo una serata di ostinato bisogno di qualcuno da amare.

Paola Degasperi, figlia di Alcide, che invita a non guardare indietro con nostalgia, ma a provare a candidarsi alle elezioni. Maria Romana Degasperi poco più che ventenne che raccoglie le sigarette in una coppa del suo studio del Viminale. Un giovane di allora ricorda quando diciottenne scese con gli amici su un camioncino da Vigolo Vattaro per ascoltare il comizio in piazza Duomo di Alcide Degasperi. Claudio Locatelli fa chiudere gli occhi ai presenti nel giardino del ristorante Pineta e fa ascoltare qualche minuto dei bombardamenti registrati a Raqqa. Poi si commuove nel parlare di quattro amici che non ci sono più.

Ezio Mauro lavorava per la Gazzetta del Popolo di Torino e un giorno arrivò prima della Polizia sul luogo della “gambizzazione” del consigliere Dc Antonio Cocozzello. Anche Mauro al tempo era nel mirino dei terroristi e, prima di entrare in auto, si guardava alle spalle. Franco Di Mare sta raccontando le atrocità viste da corrispondente Rai in Rwanda e a Sarajevo e viene interrotto dal suono delle campane della chiesa. Due lunghissimi minuti nei quali autore e spettatori si guardano.

Umberto Galimberti racconta che un giorno venne invitato da una scuola a Maglie (Lecce) e, alla richiesta di presenziare l’anno successivo all’inaugurazione dell’anno scolastico, disse che sarebbe venuto solo se il giardino all’ingresso della scuola fosse stato sistemato. Così non fu.

Marco Boato spiega come dietro alle “rivoluzioni” del 1968 ci fossero sempre motivazioni concrete: lo spostamento di sedi universitarie, l’aumento delle rette, il fatto che maschi e femmine fossero separati. A Trento l’Istituto Superiore di Scienze Sociali non voleva essere riconosciuto come facoltà e Boato poco più che ventenne andò a parlare con un deputato socialista.

Moni Ovadia non tornerà in Israele finché l’esercito non abbandonerà i territori occupati. È convinto che per l’esistenza dello Stato d’Israele i cittadini debbano ringraziare l’Unione Sovietica. “La mia famiglia mi ha “concimato”, mi ha “innaffiato” bene e questo mi ha reso una ragazza molto volitiva” dice Chiara Francini. Non ci credeva di vedere così tanta gente, alle 19.30, di domenica, a Caldonazzo, Maurizio Zanolla alias Manolo. Eppure la fila del firmacopia è durata più di mezzora e alcune ragazze si sono fatte firmare anche le scarpe da arrampicata.

La magia si chiude solo temporaneamente. Le passioni continuano e vanno alimentate, per aumentare la consistenza del “Partito dei lettori”, solo 4,5milioni in Italia. E non andate in ferie dal 13 al 16 giugno 2019 perché il Tbf torna.

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